
Se c’è una vitamina correlata con la fertilità sia maschile che femminile, è proprio la vitamina D.
Circa il 90% viene sintetizzato attraverso l’esposizione della pelle ai raggi solari, mentre il restante 10% proviene dalla dieta e dagli integratori.
Le principali fonti alimentari sono rappresentate dal burro, pesce grasso, tuorlo delle uova, oli di pesce.
Recettori della vitamina D (VDR) sono presenti nei tessuti riproduttivi, come ovaie, utero ed endometrio, suggerendo il suo ruolo cruciale per la salute riproduttiva femminile. Nelle donne, infatti, bassi livelli potrebbero essere associati a disturbi del ciclo mestruale, PCOS ed endometriosi.
Nelle donne La vitamina D influenza positivamente:
- La maturazione ovocitaria;
- la qualità e funzionalità ovocitaria;
- la riserva ovarica (AMH);
- la produzione ormonale per la crescita follicolare.
Livelli ottimali di questa vitamina migliorano l’ambiente biochimico dell’ovocita, riducendo lo stress ossidativo e l’infiammazione, aumentando così le probabilità di fecondazione.
Secondo recenti studi, donne con livelli sufficienti di vitamina D nel siero presentano una migliore risposta ovarica durante i trattamenti di fecondazione assistita (IVF).
Anche per gli uomini è molto importante avere una buona concentrazione sierica di questa vitamina, eventuali carenze infatti, sembrerebbero essere associate a ridotta motilità e peggiore morfologia spermatica.
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Riferimenti Bibliografici
Vitamin D is positively associated with sperm motility and increases intracellular calcium in human spermatozoa Blomberg Jensen et al, 2011);
Sanamiri K, et al Non-Hormonal Therapy for Endometriosis Based on Angiogenesis, Oxidative Stress and Inflammation. Int J Fertil Steril. 2024
